La città politica (e non solo) alla luce del pensiero divergente

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Il nuovo e la confusione

 

 

image00531 agosto 2018 In molti si assiste con sgomento alla grande confusione che regna nella politica nazionale. L’improvvisazione colpevole e la determinazione egoistica degli uomini e delle donne di governo a tener viva e sulla corda una campagna elettorale perenne, oltre a non prendere in considerazione il rischio di trascinare l’Italia in una spirale di perversione socioeconomica spaventosa, hanno sollevato una nebbia così fitta da far perdere quasi totalmente di vista le componenti di molte realtà locali che, come la nostra, si stanno disgregando nella routine di un quotidiano senza slanci e senza prospettive.

E senza colore!

Sembra che l’unico colore degno di interesse sia quello della pelle dei migranti, che, allo stato delle cose, appaiono agli occhi miopi delle maggioranze incolte e allineate il vero, unico, grande problema del nostro Paese. …

 

 

 

 

 

 

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Addio, Rosina!

 

 

20gennaio 2018 Era un’amica e un’insegnante di valore. Per lunghissimi anni ha dedicato la sua opera educativa ai fanciulli meno fortunati. Ne sono stato testimone e, qualche volta, anche collaboratore entusiasta ed affascinato dalla pazienza e dalla dedizione mediante le quali riusciva a trovare corrispondenza con alunni difficili nel vero senso della parola.

Erano ancora i tempi delle classi differenziali, che ghettizzavano soggetti particolari, talvolta non bisognevoli in assoluto di “sostegno”, ma spesso indesiderati da maestri (o maestre), che, vuoi per amor di quieto vivere, vuoi per professionalità inadatta, non riuscivano a reggere il “confronto” con alcune difficoltà educative.

Rosina li accoglieva tutti in una classe, una piccola aula che si apriva immediatamente sulla sinistra all’imbocco del lungo corridoio al primo piano dell’edificio scolastico. Tutto il suo patrimonio professionale (e non solo) veniva speso lì, nell’angustia di quell’auletta, che apriva tuttavia spazi infiniti all’avvenire di quei ragazzi, oggi adulti addolorati per la scomparsa della loro antica maestra. …

 

 

 

 

 

 

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Abbiamo “bestemmiato in chiesa”

 

 

 

 

23 dicembre 2017 image006Nell’aula consiliare mediamente affollata, l’atmosfera era quella di una circostanza piuttosto significativa. La presentazione del romanzo del magistrato-scrittore Rocco Cosentino “Nata sotto il segno del cancro” – Pellegrino editore -  è risultata essere il corollario di un discorso sul male del secolo, che affligge molte più persone di quante si possa immaginare. Le relazioni, sulle quali diremo da qui a poco, non potevano eludere, per forza di cose, riferimenti pesanti sulla sanità in Calabria. Ma parlare di sanità a San Marco Argentano è come bestemmiare in chiesa. E spiegheremo perché. Dal tavolo dei relatori, la testimonianza toccante di Lucio Lanzillotta ha aperto una ferita dolorosa nella sensibilità sociale e nell’affettuosa vicinanza di tutti verso lo sfortunato amico, affetto da patologie neoplastiche plurime e foriere si sofferenze fisiche e psichiche contro le quali Lucio continua a lottare con la volontà di un eroe e la forza di un guerriero….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Conoscere: un imperativo perenne

 

 

 

 

27 novembre 2017 Quando avverrà che la gente, tutta la gente, farà amicizia con la conoscenza? Conoscere non vuol dire soltanto entrare in contatto e recepire i dati di quella che comunemente si definisce “cultura”, che nel gergo quotidiano, nel comune sentire, viene identificata con l’istruzione, il sapere, che sia aulico o meno elevato.

Conoscere, mi piace pensare, vorrebbe poter dire avere contezza, per testimonianza diretta o per riporto attendibile, di quanto accade intorno a noi, nel territorio che si abita e di cui si determinano gli eventi direttamente o indirettamente. Conoscere gli uomini, quindi; interiorizzarne i ruoli, le funzioni, le responsabilità; valutarne e giudicarne gli aspetti tangibili come il comportamento, la dimensione sociale, le connessioni con i propri simili, il deprecato egoismo e l’auspicabile altruismo, le cordiali ipocrisie e l’indifferente sincerità. …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Illustri cittadini onorari

 

 

 

 

16 luglio 2017 – Litterae non dant panem” è stata l’amara locuzione espressa dal chiarissimo prof. Damiano Fonseca durante il suo intervento nell’aula consiliare di San Marco Argentano, a conclusione della seduta che, all’unanimità dei presenti (ma non delle presenze), gli aveva appena conferito la cittadinanza onoraria assieme con il prof. Gino Crisci, rettore magnifico dell’Università della Calabria.

Una citazione quanto mai puntuale che fendeva, come una lama tagliente, l’atmosfera di solennità che si respirava mentre la profonda dottrina del prof. Fonseca si spandeva nella enorme sala attraverso l’autorevole musicalità di un eloquio la cui eleganza formale faceva dimenticare qualche improvvida esibizione “dialettica”, fuori senso e fuori luogo, che alcuni minuti prima aveva tentato di trascinare l’aula nei solchi di qualche orto brullo ormai quasi improduttivo.

Belle, nella loro spontaneità, le parole che il Sindaco, mettendo da parte per un attimo l’ufficialità codificata nel documento formale, rivolgeva a braccio agli autorevoli neo-concittadini quasi fossero, ormai da tempo, parte integrante di una città che meriterebbe tanto di più sul piano della rappresentanza civile. …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Quando Berta filava

 

 

 

 

19 maggio 2017 – image004Tutto scorre, tutto cambia. Panta reei diceva Eraclito. E tra le cose che scorrono inesorabilmente e che ne modificano lo stato, il tempo la fa da padrone. Se ne rende maggiormente conto, talvolta con soddisfazione, talaltra con sgomento, chi ha raggiunto la mia età e di tanto in tanto si sorprende a “riavvolgere il nastro” osservando in sequenza le lente modificazioni che il Tempo sornione ha apportato alle condizioni di vita del genere umano e non solo.

Così osserviamo, spesse volte con rassegnata impotenza, i capovolgimenti delle abitudini, gli stravolgimenti delle professioni, il degrado della politica, le metamorfosi frequenti del senso comune divenuto così “liquido” (per parafrasare Zygmunt Bauman) da adattarsi senza eccessive difficoltà ai frequenti mutamenti di forma e di sostanza della complessa fisionomia della società contemporanea.

Da vecchio insegnante, mi lascio andare spesso alla considerazione critica di un assioma tanto ovvio quanto colpevolmente ignorato dalla classe politica attuale, in base al quale tra i compiti della scuola ci sarebbe quello di formare la società, non certo “costruendola” artatamente, ma agevolandone lo sviluppo nel rispetto delle norme fondamentali della nostra civiltà. Ovvero, nella puntuale osservanza dei diritti e dei doveri senza i quali prende corpo la sregolatezza dell’anarchia e lo spregio per l’autorità costituita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’inclusione

 

 

 

 

27 marzo 2017 – Uno studente chiede a Ilvo Diamanti: «Che significa essere di sinistra?»

Il prof. Diamanti, politologo insigne, risponde proponendo la definizione di “sinistra” fornita da Norberto Bobbio: «La sinistra è inclusione!» Vale a dire aprire a tutti i cittadini l’area dei diritti, con ciò intendendo il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il diritto allo studio, il diritto all’assistenza, … I numerosi altri diritti nell’ampio panorama delle attese dell’uomo non più suddito, li elenchi il lettore, quand’anche non colto, ma comunque titolare di tutte le attese legate ai tempi ed alla condizione di ciascuno.

Mi verrebbe da dire: tutti i diritti costituzionali.

A salvaguardia e a difesa di questi diritti, pertanto, dovrebbe ergersi ogni istituzione posta dall’uomo stesso nella società cui egli dà senso e ragione dal che nozze e tribunali ed are / diero alle umane belve esser pietose / di se stesse e d’ altrui “[U. Foscolo – I sepolcri – vv.91-93]. …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Teorema (ovvero, “La lezione di Locri”)

 

 

 

 

21 marzo 2017 –image004 E così, si definisce “sbirro” chiunque adotti un atteggiamento di rifiuto dei fenomeni malavitosi o, molto più semplicemente, si opponga, quand’anche solo verbalmente, al malaffare in genere, ivi comprese tutte le maneggionerie poco pulite e poco oneste che vengono messe in atto a danno dei cittadini inermi.

Il campionario di queste ultime è vario e variegato. A catalogarle non basterebbe un volume di dimensioni stratosferiche e, al di là della già nota terminologia giudiziaria, occorrerebbe la messa in campo di una creatività straordinaria per inventare nomi e definizioni, nonché situazioni e circostanze, che imporrebbero numerose appendici ai codici (civile e penale, nonché delle rispettive procedure) già di per sé abbondantemente corposi. …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nemo dat quod non habet

 

 

 

 

1° febbraio 2017 – Ero studente, non ancora maggiorenne. Occupavo image004un banco, necessariamente defilato sulla destra della cattedra per ragioni di spazio, in un’aula che ospitava la classe terminale della mia scuola superiore, circondato dalla naturale esuberanza di una trentina di studenti che, come me, confidavano [ahimè!] nei successi scolastici sperando che fossero forieri di altrettanti successi nella vita. Era l’epoca in cui nessuno rilevava l’opportunità di mettere in discussione il valore di un corpo docente che, simpatie o antipatie a parte, si dava in pasto con la propria autorevolezza (e, spesso, con il proprio autoritarismo) all’ansia di crescere, talvolta disordinata, di giovani ancora ignari del dedalo intricato delle strade della vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per approfondire:

http://vastano.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/01/29/trump-e-la-memoria-della-storia-tedesca/

 

 

 

 

 

 

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Chi ha vinto?

 

 

 

 

5 dicembre 2016 –  Chi ha vinto? Non ha vinto nessuno!

Il referendum popolare indetto dal governo Renzi, che ha chiamato il popolo italiano a scegliere, con un SI o un No sull’approvazione di una nutrita serie di articoli volti a cambiare la fisionomia della carta costituzionale posta a fondamento dello Stato repubblicano, si è concluso, com’era prevedibile, con una schiacciante vittoria del NO.

Come mai? – ci chiediamo. L’Italia è un Paese eminentemente conservatore o hanno giocato fattori diversi per il verificarsi di due fenomeni non sempre usuali in una campagna referendaria: la grande affluenza alle urne e il rigetto delle proposte di cambiamento?

Noi propendiamo per la seconda ipotesi. Ovvero, si è verificato un fenomeno a dir poco anomalo, che ha falsato il volto della competizione referendaria facendola diventare non già una scelta razionale di cambiamento, ma l’espressione netta di consenso o dissenso (stima o disistima – se volete) verso la persona del presidente del Consiglio dei Ministri, nella fattispecie Matteo Renzi.

Una personalizzazione quanto mai inopportuna, assimilata da molti ad un atteggiamento di innata sbruffoneria, che ha impresso sulla scheda elettorale, in filigrana impalpabile, il volto del presidente del Consiglio, il suo sorriso di sufficienza portato sulle piazze ed ostentato su tutti gli schermi televisivi in campagna elettorale, per cui è risultato quasi istintivo il segno sul NO. …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Formarsi un’opinione

 

 

 

 

30 novembre 2016 –  «Se ne sentono di tutti i colori!» è l’espressione che si sente dire da ogni parte ascoltando la gente per strada, gli amici al bar o nei salotti, gli avventori e gli esercenti durante l’incombenza della spesa quotidiana, gli ascoltatori (o spettatori) delle più disparate emittenti radiofoniche e televisive al di là di quelle paludate e altisonanti, che ospitano piccoli e grandi personaggi fautori del SI o del NO al referendum costituzionale, per il quale andremo ad esprimerci, nella qualità di cittadini, il 4 dicembre prossimo.

Non parliamo, poi, della colonizzazione del web, che parla a tutti per parlare a ciascuno e lo fa quasi sempre, purtroppo, fatta salva la buona pace di alcuni, con toni di saccenteria gratuita e con un linguaggio spesso assimilabile a quello di un carrettiere dei primi anni del secolo scorso, che indurrebbe al riso se non fosse la risultante di un fenomeno di tristezza sociale e culturale tutta da studiare e da analizzare criticamente…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Le nozze con i fichi secchi

 

 

 

 

28 novembre 2016 – Incredibile! Un musical dai contenuti artistici e culturali di altissimo livello viene rappresentato in un ambiente assolutamente discutibile, che per ben 70 euro di biglietto d’ingresso (e dopo circa tre ore di viaggio in automobile) ti fa trovare, nelle primissime file, sedie di plastica. E per di più, ai servizi, bagni alla turca. Le classiche nozze con i fichi secchi.

Parliamo del celeberrimo “Notre Dame de Paris”, che dal Gran Teatro di Roma e dall’Arena di Verona, si trova catapultato nel Sud del Sud di una Calabria che non ha mai realizzato una struttura idonea ad accogliere degnamente un evento di tal genere. Probabilmente, senza il “Palazzetto” di Pentimele, dove è stato rappresentato negli ultimi tre giorni fino a domenica scorsa, lo spettacolo non sarebbe mai arrivato in Calabria e tanti estimatori del genere musical non avrebbero goduto dell’evento che, nel suo genere, è assolutamente straordinario. Ciò non toglie che la commistione evento-luogo stride notevolmente e disturba non poco il gusto estetico che di norma deve accompagnarsi a manifestazioni artistico-culturali di questo tipo. È anche un fatto di amor proprio. …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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A volte ritornano

 

 

 

 

20 ottobre 2016 – Il titolo è ispirato al celebre libro di Stephen King - il primo - che l’autore stesso ci presenta con una prefazione, nella quale si legge, tra l’altro, un’espressione di questo tipo: ««... è ancora buio e sta piovendo... C'è qualcosa che ti voglio mostrare, qualcosa che voglio che tu tocchi. …»

E sull’ospedale di San Marco non ha mai smesso di piovere da quando il dio delle tempeste lo ha collocato al centro dell’occhio del ciclone, nel vortice degli interessi di parrocchia fatti passare agli occhi dei più sprovveduti supporter – ma anche dei più accreditati e spregiudicati comprimari - come ragion di Stato.

Ma da cosa traggo, oggi, lo spunto per ritornare su un argomento trito e ritrito come la drammatica storia di cui è stato sciagurato protagonista l’ospedale di San Marco? Da un servizio giornalistico di una emittente regionale, “TEN” (Teleuropa Network, per l’esattezza), in cui i sindaci di San Marco e di Cervicati lamentano le condizioni in cui versa l’ex nosocomio e, con determinato spavento, esprimono i timori che anche quel poco che rimane a livello di risposte sanitarie sarà destinato a sparire lasciando le nostre popolazioni crudelmente prive di qualsiasi supporto sanitario abilitato a dare una prima pronta risposta ad eventuali emergenze. (Video)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cattivi si nasce o si diventa?

 

 

 

 

15 ottobre 2016 – Può capitare a chiunque di svegliarsi troppo presto una mattina e, trasgredendo l’abitudine inveterata di aprire le pagine di qualche saggio appena comparso sul mercato editoriale, accendere il computer ed effettuare una ricerca annoiata - ma distensiva – tra le pagine dei social network che, da un attimo all’altro, si moltiplicano e si ampliano con velocità esponenziale. Trovo divertente, ogni tanto, percorrere in direzione diametralmente opposta, la strada che si apre al desiderio di tenersi informati sui fenomeni della società e precipitare, come su una vetturetta dell’otto volante, nel baratro delle ovvietà sgrammaticate che proliferano sui suddetti “social”, salvo poi a risalire, con altrettanta celerità, nel dignitoso quotidiano che ti avvolge con i suoi problemi, le sue faccende imprescindibili, le sue esigenze di sopravvivenza, al di là e al di sopra di certi spazi di evasione più o meno leggeri, ma comunque rigeneranti. …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Si torna a scuola

 

 

 

 

13 settembre 2016 – Abbiamo visto i banchi di scuola far ritorno nell’edificio di Via Vittorio Emanuele. Ma tutto ciò accadeva anche il 15 settembre del 2014 per essere oggetto di una evacuazione lampo pochissimi mesi dopo, esattamente alla fine di febbraio del 2015. Stavolta vogliamo sperare che sia quella buona.

C’erano nell’aria avvisaglie di nuovi temporeggiamenti. Circolava insistente (anche se non controllata) la voce che qualcuno, con molta probabilità, si era precostituita la possibilità di mettere in atto una nuova piccola carognata per far sì che il portone dell’edificio rimanesse chiuso ancora una volta il 14 settembre di quest’anno, inferendo un ulteriore colpo basso alle attese degli alunni e delle loro famiglie. …

 

 

 

 

 

 

 

 

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Dopo la cattiveria, ‘a ciutìa!

 

 

31 agosto 2016 – C’è voluta tanta cattiveria (e che cattiveria!) per chiudere l’ospedale di San Marco. Non c’erano ragioni valide alla base del provvedimento di chiusura. C’era solo malignità, coscienza sporca, interessi inconfessabili che nulla avevano di proiezione positiva sulla popolazione. Così, quindi, senza ragioni, senza una logica evidente e senza la minima esitazione, l’ospedale è stato chiuso tra metaforici applausi conniventi di una buona fetta di popolazione al servizio, che ancora oggi non si è svegliata dall’incubo che, prima o poi, terrorizzerà il sonno profondo nel quale giace da parecchio tempo, beata nella sua postura prona piuttosto che sdraiata. …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Buona fortuna, prof.!

 

 

 

 

30 agosto 2016 – Con l’avvento del tepore settembrino, si apre un nuovo anno scolastico al quale hanno fatto da apripista le cronache esasperate, divulgate dai mezzi di informazione attraverso tutte le forme nelle quali esse si propongono.

Dalle noie procurate ai docenti di ogni ordine e grado per via delle norme approssimative derivanti dalla legge 107/2015 (la “buona scuola”, per intenderci) alle inqualificabili manifestazioni di pressappochismo che hanno disegnato il volto di molte scuole della provincia e non solo, il nuovo anno parte all’insegna del disordine e dell’incertezza. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Questo sito nasce, nei primissimi giorni di maggio del 2013, per osservare e riferire un po’ di quanto si muove sulla scena politica a San Marco Argentano, prevalentemente nel palazzo comunale.

Balza agli occhi immediatamente che siamo di fronte ad uno scenario drammatico sul piano della qualità e della competenza, confuso e disorientato sul piano politico, scadente sul piano dell’autorevolezza nel contesto territoriale.

Calca la scena un cast di “attori” dalla innata predisposizione per la recita a soggetto, che un finto regista muove secondo un concetto di intercambiabilità perenne. Comparse e primi attori si confondono nel tira e molla delle cariche affidate secondo la “strategia” del pressappoco, per cui vengono ritirate, riaffidate, rimodulate, mollate e riprese tra entusiasmi e musonerie che fanno parte del canovaccio, come una scena da teatro dell’arte di qualche secolo fa.

Sembra di assistere ad una rappresentazione dell’opera dei “pupi”, con la differenza che il “saracino” qui è nel Palazzo, dove è entrato con le sue truppe allineate e coperte marciando all’inno di “Aggiungi un posto a tavola”.

Gli amici di ieri sono i nemici di oggi e Dio solo sa che cavolo saranno domani.

Il cielo ci è testimone, immobile come gli allineati.